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Lo Stemma del Comune

 

1926 - NASCITA DI UN'IDENTITÀ COLLETTIVA


Uno stemma civico rappresenta la memoria storica di un Comune e, a livello amministrativo, serve per rendere autentici e riconoscibili gli atti emanati.

La storia del nostro stemma inizia a metà degli anni Venti, quando nuove normative araldiche e ferventi sentimenti patriottici, rimarcarono l'importanza di potersi fregiare di un proprio emblema cittadino.

Nell'estate del 1925, il sindaco Alessandro Finardi diede il via alle ricerche di un simbolo che potesse testimoniare le origini della comunità e permettere un'immediata distinzione dal limitrofo Comune di Bonate Sotto.

Il professor Ciro Caversazzi e alcuni bibliotecari della Civica Biblioteca Angelo Mai di Bergamo, dopo aver condotto accurate indagini araldiche, suggerirono ai Consiglio comunale di adottare lo stemma gentilizio della famiglia Bonate che, a loro parere, era originaria del luogo.

Lo stemma proposto fu accettato, ma si decise di inserirvi la scritta "BO.NA.TE. SUP." come ulteriore segno di identificazione e appartenenza.

La documentazione fu inviata presso la Presidenza dei Consiglio dei Ministri e il Comune di Bonate Sopra ottenne la concessione dello stemma con Regio Decreto il 26 agosto 1926 e con Lettere Patenti il 19 dicembre dello stesso anno.

 

Il Regio Decreto, firmato da Re Vittorio Emanuele III di Savoia e dal Capo del Governo Benito Mussolini, ci conferisce un importante primato: tra tutti gli stemmi dei Comuni bergamaschi il nostro è stato il primo a essere iscritto nei registri della Consulta Araldica.

 

 

ELEMENTI COSTITUTIVI E BLASONATURA

 

Uno stemma civico è formato da tre elementi (RR.DD. n. 651 e n. 652 del 7 giugno 1943): corona, scudo ed elemento decorativo.

 

La CORONA di un Comune è in metallo nobile ed è collocata sopra lo scudo. Indica la volontà di libertà e di indipendenza municipale.

 

Lo SCUDO è l'elemento più importante dello stemma perché ne racchiude le figure (immagini e forme geometriche). In araldica civica è di tipo SANNITICO, ossia con gli angoli inferiori arrotondati e in fonde una punta.

 

L'ELEMENTO DECORATIVO circonda lo scudo e consiste "in due rami di quercia con ghiande e di alloro con bacche, il tutto al naturale, fra loro decussati (incrociati) sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro dai colori nazionali, di verde, di bianco e di rosso".

Il ramo di quercia con ghiande d'oro simbolizza la forza; il ramo d'alloro con bacche d'oro simbolizza la gloria.

Lo scudo bonatese è particolarmente ornamentale, ma non è di foggia sannitica perché la sua costituzione è antecedente al R.D. del 1943, così come non è a norma il nastro dell’elemento decorativo (monocromatico anziché tricolore).

 

La blasonatura, cioè la rappresentazione verbale dello stemma, è "Troncato: sopra d'argento alla croce patentata di rosso, accantonate delle lettere BO.NA.TE. SUP. in carattere nero lapidario romano; sotto, d'argento, al ramo di palma verde bordato di rosso. Ornamenti esteriori da Comune".

 

 

COLORI E SIMBOLI ARALDICI

 

Il nostro scudo presenta TRE COLORI: bianco di festa (in araldica sostituito sovente con l’argento); rosso non di strage, ma di sacrificio servendo la croce; verde non solo di speranza, ma di vittoria nella palma.

Simboli, che secondo le fonti conservate presso l'archivio comunale, si rifanno al tempio longobardo di S. Giulia e al martirio di San Giorgio (luoghi e memorie che un tempo appartenevano a un unico Bonate, cioè senza la separazione in "di Sopra" e " di Sotto").

 

La presenza della palma trova significato anche in un'altra interpretazione, legata alla guerra tra Guelfi e Ghibellini che, in periodo medioevale, interessò anche l'Isola Bergamasca.

Bonate Sopra all'epoca era dichiaratamente ghibellina e sosteneva la famiglia Suardi, imperialista e filo-viscontea, in perenne lotta contro le armate guelfe filo-papaline di Bartolomeo Colleoni.

Il colore dei Ghibellini era il verde (la palma) che in araldica indica speranza, ma anche vittoria e pace con essa ottenuta.

 

Il simbolo della croce, utilizzato soprattutto nel Nord Italia, viene raffigurato nel nostro stemma in versione "patente" o "longobarda" (i cui bracci si stringono dalle estremità verso il centro).

 

La croce rossa in campo d'argento è spesso rappresentata nelle immagini dell'Agnus Dei o nella figura del Cristo Risorto, per questo è detta anche "bandiera di resurrezione" (ma è anche abbinata ai Templari e ad alcuni santi cavalieri come San Giorgio e l'Arcangelo Michele) e fu adottata dalla Chiesa di Roma.

 

Alcuni araldisti, dopo aver osservato simboli, colori e forme, sarebbero concordi nell'affermare che lo scudo del nostro stemma civico sia appartenuto a una nobile e antica famiglia, i cui rappresentanti presero parte alle Crociate (croce patente, i colori rosso e bianco/argento) e a valorose gesta cavalleresche successive (la palma e il colore verde).

 


 





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